PAROLE CHIAVE DA SAPERE

 

Nel mondo dell'economia e della finanza,specialmente se si parla di imprese, si  fa  spesso uso di una terminologia   che può risultare  di difficile comprensione. Eppure capire  che cosa si intende  con un termine , molte volte in  inglese,  è  importante , soprattutto  per l'artigianato e  la piccola impresa , per poter  adottare comportamenti virtuosi e  prendere iniziative  che migliorano  l'outlook e gli assetti aziendali. Con questa ottica  chiariamo il significato di alcune importanti parole  che è utile  conoscere se si entra in banca, se si chiede un leasing , se si richiede una garanzia, se si vuole conoscere cos'è un costo  bancario e tanto altro ancora.

SPREAD  Non c'è solo lo spread tra Bund e Btp che agita il sonno degli italiani di fine anno 2011. Per le imprese c'è anche lo spread bancario. In realtà con questo termine usato  in  più occasioni,  quando  si parla di finanziamenti alle imprese , si intende la differenza  tra il tasso di riferimento di mercato ( in genere euribor, eurirs) e il tasso di interesse applicato al cliente/impresa per  il mutuo. Si può  dire che rappresenta la remunerazione  della banca per il capitale prestato e risente molto della situazione economica finanziaria del momento. Per esempio, con le turbolenze finanziarie verificatesi da metà anno 2011 in poi,  i ricarichi  sul tasso bancario sono  arrivati anche al 50%, un costo che va a gravare tutto su chi chiede denaro. Da tempo lo spread è commisurato dalle banche alla classe di rating , ovvero alla valutazione di merito assegnata alla banca: più un'impresa è  giudicata a rischio,  tanto più alto sarà il suo spread e quindi  maggiore la remunerazione per la banca.  Si può quindi dire che,  diversamente dal passato, la contrattazione individuale  dello spread, per i motivi esposti, non trova  molto spazio. Diverso è il caso invece  delle imprese, che con la garanzia di un Confidi, usufruiscono di condizioni  convenzionate , sulla base della forza della mutualità.  

RATING  è il giudizio che viene assegnato a un'impresa , ma non solo, e che sintetizza  la sua situazione economico-finanziaria  e quindi ne misura  l'affidabilità. Ci sono società specifiche che emettono  rating su enti e istituzioni , le più note sono Moody's, S& P, Fitch. Per le piccole imprese invece sono più importanti i rating che emettono le banche. Il peso di queste valutazioni, differenti da banca a banca, presenta impatti importanti sull'accesso e sul costo del denaro. Il rating non è un indicatore stazionario  ma in continua evoluzione che ogni impresa può quindi peggiorare ma anche migliorare. Diversi sono i fattori che incidono sulla determinazione del rating come per esempio, il puntuale adempimento agli impegni debitori, la presenza di segnalazioni in Crif o centrale Rischi, il buon grado di patrimonializzazione dell'impresa,  il margine di redditività, l'organizzazione del lavoro e tanto altro ancora.   

BASILEA 3 -  Questi nuovi accordi costituiscono  una riforma del'accordo  internazionale di vigilanza prudenziale per un rafforzamento dei requisiti patrimioniali delle banche. Il nuovo accordo quindi è pensato per rendere più forte la struttura  patrimoniale delle banche ed evitare crisi economiche con gravi ripercussioni sulla collettività ed in particolare dei  risparmiatori. Con esso aumenta la qualità e la trasparenza del capitale, insieme con la copertura dei rischi complessivi. L'aspetto che invece preoccupa dell'accordo riguarda le misure che le banche devono adottare per rispondere al nuovo dettato ed il rischio che con esse ci sia una penalizzazione dei costi alla clientela.